1° Maggio 1985 Sezze Romano, Stadio comunale ore 16,30, la Narnese è impegnata contro la forte formazione locale della Vis Sezze per il ritorno degli ottavi di finale della Coppa Italia Dilettanti. All'andata i laziali espugnarono con merito il S. Anna (il mitico San Girolamo è indisponibile per la realizzazione del nuovo manto erboso e della gradinate n.d.r.) vincendo per 1-0. A Narni sono in pochi ormai a sperare nella qualificazione della squadra del cuore; a Sezze più di 4000 tifosi assiepati sugli spalti aspettano soltanto il 90' per festeggiare i propri beniamini: la cornice che ci circonda è suggestiva e quantomai inaspettata, ci meravigliamo davvero che ad una gara, seppure importante, tra due squadre di promozione (l'Eccellenza di oggi n.d.r.) ci sia una tale presenza di pubblico e di tifo. Passano appena 28' dall'inizio della partita e la Vis sospinta dal calore dei propri sostenitori è già sul 2-0 . Appare ormai tutto deciso, ma i rossoblu sembrano avvertire anch'essi che oggi è proprio un giorno particolare, non demordono e due minuti dopo con Cesare Bandini accorciano le distanze. Nessuno immagina ancora quello che accadrà nella ripresa. I laziali, convinti che nulla può impedire loro di superare il turno, continuano ad attaccare fin troppo spavaldi. Ma il gol di Bandini ha, però dato fiducia all'undici narnese che replica con autorità ad ogni attacco. E' il 50': il 17enne Massimo Costantini, preziosa realtà del vivaio rossoblù, con la freddezza di un veterano e la classe di un campione firma il gol del pareggio. Quella qualificazione irraggiungibile a questo punto quasi inconsapevolmente è vicina, a portata di mano, ma non è mica finita! La Narnese sta disputando la sua migliore partita della stagione. I tifosi che a Narni seguono la gara dalle mitiche frequenze di Radio Narni soffrono come coloro che hanno seguito la squadra fin qui. E' il 76': la Narnese dà il via ad un'azione di contropiede, il pallone giunge ad Aldo Mercuri che con un tiro rabbioso ed implacabile realizza il terzo gol che ammutolisce il comunale. E nel silenzio in cui per un istante piomba l'incredulo pubblico laziale si sente esplodere la gioia dei tifosi rossob1ù. E' la Narnese ora ad avere in pugno la qualificazione e non c'è nemmeno il tempo di pensare che ben 14 lunghi minuti ci separano dalla certezza della vittoria, che Mercuri, ancora lui, quasi volesse risparmiarci un finale altrimenti vissuto con il cuore in gola ,sigla il gol della sicurezza. E' il quarto gol, quello che mette in ginocchio la Vis e spiana la strada ai rossoblù ad un successo che avrà poi del clamoroso per il punteggio finale, un 6-2 che resterà a lungo scolpito nella mente di tutti i sportivi e tifosi narnesi. Questa partita rappresenta sicuramente uno degli episodi più belli della storia recente della squadra della nostra città. Un'impresa sportiva che dimostra quanto bello sia il calcio e come il coraggio, la determinazione e l'amore nei confronti della propria maglia possano ribaltare qualsiasi pronostico. Un'impresa che ho voluto ricordare per ergerla a simbolo di una squadra alla ricerca di successi sempre più importanti e in grado di puntare traguardi ambiziosi. Vorrei richiamare alla memoria altri momenti come quello di Sezze, gloriosi e significativi nella lunga tradizione della Narnese, non è nelle mie intenzioni ricostruire nei particolari le vicende sportive della Società, ma provo a ripercorrere le tappe fondamentali del suo cammino calcistico, sperando di riuscire a suscitare vecchie sensazioni e soprattutto a far comprendere fino in fondo,. il valore di un patrimonio storico che ben poche Società dilettantistiche della nostra regione hanno. |
||||
Torniamo dunque indietro nel tempo, fino al 1926, anno in cui fù fondata l'UNIONE POLISPORTIVA NARNESE; tra. i vecchi fonda tori ricordiamo Ugo Rosignoli che fù il primo Presidente della Società. In quegli anni il gioco del calcio si stava diffondendo in provincia, nei piccoli centri; la passione popolare per questo sport era enorme come del resto lo è adesso. In Italia il massimo campionato, che la prima guerra mondiale aveva interrotto negli anni 1916/19, era alla sua ventiseiesima edizione, nascevano le prime stelle nel firmamento calcistico nazionale. I giovani rossoblu in questo periodo e fino al 1929 dettero vita a sfide memorabile. con i paesi vicini; si giocava di fronte al Castello di San Girolamo.
Nel 1929 ci fu la prima partecipazione ad un torneo ufficiale, si trattava del Campionato di "prima Divisione-Decima Zona Umbria" (attuale serie D) a cui partecipavano formazioni umbro-sabine (Perugia, Ternana, Foligno, Rieti e Spoleto
|
||||
Narnese promossa in Serie C Arriviamo al 1940, un anno storico per i rossoblù, la prima grossa affermazione. La Narnese vince il campionato ed accede alla serie C nazionale. Di quell'anno ricordiamo una data, una partita: Domenica 16 Aprile, la Narnese battè a Perugia la compagine granata con un gol del centravanti Pascucci, vittoria che dette la matematica certezza del |
||||
| successo finale. ".. .E' l'affermazione di una grande squadra che sa il fatto suo in ogni settore e su qualsiasi terreno verde…..Il grande desiderio dei padroni di casa di battere i troppo forti avversari si è dovuto infrangere contro l'agonismo e la classe dell'undici grifato narnese...", scrivono i giornali il giorno dopo. Al campionato di serie C la Narnese non poté partecipare, la guerra impedì di veder coronato il sogno di un'intera città, l'euforia della gente venne presto stroncata dalla tragica realtà che si stava prospettando. Passata la guerra, la vita civile, non senza difficoltà, riprese il suo corso abituale e con essa . tornò a vi vere lo sport ed il calcio, quindi. I campionati vennero ristrutturati e tale compito toccò all'allora presidente della F.I.G.C. Ottorino Barassi, Nel 1946 venne inaugurato il S. Girolamo, teatro ancora oggi di indimenticabili giornate per i colori rossoblù, e la U.P Narnese riprese così il suo cammino iscrivendosi al campionato di prima Categoria (attuale Promozione) dove militò fino alla stagione 1961/62, anno in cui vincendo alla grande il torneo, venne promossa in serie D. |
||||
| La retrocessione dalla D
Nella stagione 62/63 la squadra, forse non ancora pronta per la “quarta serie”, retrocesse, ma l'anno dopo si riscattò vincendo imbattuta il Campionato e tornando di nuovo in serie D dove la Narnese militò fino al 67/68 regalando ai propri tifosi grandi soddisfazioni. La stagione 67/68 .si apre nel peggiore dei modi per una crisi dirigenziale, la squadra, come spesso succede, risente delle diatribe interne e retrocede in Promozione. Diverse stagioni seguiranno senza infamia e senza lode fino al quinquennio 70/75 che porterà tre secondi e due terzi posti a stretto contatto con le promosse di turno: Angelana, Orvietana, Cortona, Grifo Cannara e Ortana. Nella stagione 75/76, ingaggiato Enrico Cavalli come allenatore, si sogna sulla scia delle precedenti annate; i risultati però non verranno. Nel Campionato successivo alla guida dei rossoblù venne chiamato Edoardo Proietti: quarto posto finale, ma i narnesi poterono ammirare un autentico campione, il centravanti Giuseppe Scicolone che vinse alla grande la classifica dei cannonieri. La fusione con l'Uda Sport Narni Altro momento importante della storia rossoblu arriva nella stagione 83/84 quando, dalla fusione tra U.P. Narnese e Uda Sport Narni, nasce l'A.S. Narnese . Danilo Pace , ex calciatore della Narnese e figlio di Renato uno dei presidenti storici rossoblu, viene chiamato alla guida tecnica. I risultati saranno discreti ma inferiori alle attese dell'ambiziosa società che richiama Edoardo Proietti (“u pillicu”) che porterà la squadra al secondo posto in campionato dietro alla promossa Città di Castello con la semifinale di Coppa Italia sfiorata' e la pagina di Sezze perla dell'anno. . Ed ecco entrare nella storia Vincenzo De Rosaaffianca Santino Romani alla presidenza del sodalizio rossoblu portando nuove energie e nuovi stimoli. Oltre a rafforzare la squadra De Rosa avrà il merito di dare un nuovo volto alla società, e di aver voluto soprattutto formare al suo interno una vera , moderna ed efficiente struttura organizzativa con pochi eguali in categoria. Non è un caso quindi l'immediata promozione in Serie D grazie ad una lunga cavalcata testa a testa con l'Angelana distaccata alla fine di tre punti. Le due stagioni seguenti in serie D furono di “assestamento :9° posto la prima con Proietti alla guida, 8° nella seconda con Nicola trainer. Ma la voglia di unire le forze e la volontà della direzione generale dell'Elettrocarbonium di ridimensionare gli investimenti nel calcio portarono alla soppressione della prima squadra arancionera con una sorta di “fusione tecnica” che portò Paolo Berrettini sulla panchina rossoblu e i calciatori più importati dell'Elettro a salire verso Narni . Ne venne fuori una squadra stellare che però non riuscì a salire in C2 come sognato. Con Berrettini arrivarono due terzi posti , dietro a Ponsacco e Assisiangelana il primo anno e dietro a Imola e Gualdo il secondo. La terza di Berrettini non andò bene (6° posto) e la società decise per il cambio. Arrivò quindi Omero Andreani tecnico dal passato illustre ma che non riuscì in alcun modo a portare risultati. La società cominciò a sfaldarsi, Andreani venne sostituito da Gianni Masiello, poi da Gaetano Castaldo ed infine da Feliciano Orazi tecnico voluto da Giacomo Carbone sponsor della società che verso la fine della stagione diventò il proprietario della Narnese. E con Giacomo Carbone inizia una nuova scintillante avventura. La Narnese di Giacomo Carbone . Sei stagione mirabolanti quelle firmate dall'imprenditore romano con base operativa a Terni che portarono più volte la Narnese a sfiorare il calcio professionistico. In verità le cose non cominciarono bene perchè la squadra guidata da Feliciano Orazi nonostante l'ingaggio di calciatori professionisti del calibro di Mancini, Genovasi, Moretti, Vittiglio etc. non riuscì a centrare per un punto (la spuntò il Città di Castello del narnese Pace n.d.r.)la promozione in Serie D. La forza della società e la sua struttura professionistica però portarono al ripescaggio. E la stagione 1993/1994 con Alberto Favilla al timone fu a dir poco straordinaria con la Narnese che finirà seconda dietro al Teramo e davanti a Ternana e Viterbese . Inutile sottolineare come la stagione visse sui due derby con i cugini rossoverdì che vinsero al Liberati grazie ad un rigore “fasullo”di Cozzella ma che non riuscirono ad andare oltre il pari in un San Girolamo gremito come mai accaduto prima. Sarà, purtroppo questa anche la stagione dell'addio a “u' Cavalieri” Ugo Nini storico ed indimenticabile dirigente rossoblu. Giacomo Carbone ha intanto chiamato al suo fianco Mario Santececca ex responsabile del settore giovanile della Lazio e Pietro Masci esperto direttore sportivo romano. Si cambia registro: largo ai giovani. In rossoblu arrivano comunque ragazzi di sicuro valore, e a guidarli sarà il tecnico della Juniores Roberto Sesena. Un anno di assestamento – nono posto- con la perla di due derby con le fere rossoverdi giocati alla pari (doppio 1-1 ) e poi forse la stagione più bella dell'ultimo ventennio, quella 1995/1996. I giovani si sono ambientati, Feliziani, Marcucci, Mercuri, Parravicini, Battisti, Santececca etc giocano un calcio stellare che viene annullato da una decisione indecorosa della Lega dilettanti che consente alla Maceratese a più uno dalla Narnese di giocare la partita finale non sull'infuocato campo di Camerino come da calendario m in campo neutro per assurdi “motivi di ordine pubblico”. La Narnese intanto viaggia verso Penne scartata da oltre quattrocento sognanti eroici tifosi che la sostengono e trascinano alla grande impresa: 1- 0 rete di Massimo Mercuri . Ma a San Severino Marche la Maceratese passa nei minuti finali grazie ad un autorete di Busilacchi. Un attaccante! Una stagione fantastica ha dunque un epilogo amaro : 1°Maceratese 68 punti (promossa in C2), 2° Narnese 67 punti). Epilogo che porta Giacomo Carbone ad un passo dall'addio. Ma alla fine vince la voglia di riscatto e così la Narnese prova ancora a passare tra i prof confermando l'intero gruppo con l'aggiunta di Giancarlo Marini ambito uomo-mercato. Ma come spesso avviene nel calcio non è facile ripetersi, la magia sembra essere rimasta sul polveroso campo di Penne e alla fine arrivò un deludente 6° posto con l'addio a Roberto Sesena. Sembra essere al capolinea anche l'avventura al timone della società di Giacomo Carbone che invece, a sorpresa ingaggia Claudio Tobia il famosissimo “Cinghiale” vero eroe della storia della Ternana. Con lui arrivano calciatori di prim'ordine come Promutico, Vastola, Vivarini ed ancora Ristic lo straniero più prolifico della storia della D. Un girone di andata fantastico che non sembra lasciare spazio alle avversarie ma, improvvisamente, verso Natale, la squadra si affloscia, sparisce, comincia a perdere punti, l'ambiente si deteriora e Tobia viene esonerato; al suo posto Marco Cari che ridarà serenità al gruppo che però chiuderà al terzo posto ben lontano dal Gubbio di Leo Acori promosso in C2.
La Narnese torna ai narnesi Ma il cuore e la passione non fermano i rampanti dirigenti che non mollano: squadra in un primo tempo a Danilo Pace poi verso metà stagione all'ex rossoverde Roberto Borrello che guiderà i suoi ad un onorevole 4° posto, mentre l'anno seguente, siamo nel 2000, soltanto l'Orvietana sbarrerà la strada al ritorno in serie D. La società, nel frattempo maturata notevolmente, ci prende gusto, ingaggia Luciano Marini per raggiungere il bersaglio grosso. La squadra sembra perfetta, piena di giocatori esperti come Battella, Feliziani, Costantini, Moretti, Valentini , ma ancora una volta è il campo a far svanire i sogni. A metà stagione Marini viene esonerato, al suo posto il solito eterno Edoardo Proietti che porterà la squadra al 3° posto finale. A questo punto la dirigenza decide di rinnovare l'organico e apre un ciclo di un paio di stagioni all'insegna dei giovani con notevole contenimento dei costi con il giovane Silvano Sini che darà vita a due stagione senza acuti ma di buon livello di gioco. A volte ritornano. La stagione 2002/2003 si apre con il sogno di rinverdire i fasti dell'era Carbone. L'imprenditore romano infatti di comune accordo con Paolo Garofoli e Vincenzo Cardona decidono di chiudere l'esperienza con la Fortis Terni e entrano a far parte della Narnese che a questo punto appare una società fortissima in grado di portare finalmente i colori rossoblù nel calcio professionistico. Alla guida tecnica viene chiamato nuovamente Roberto Sesena. La partenza non è delle migliori, le idee tra i vari dirigenti collimano sempre meno , neppure a metà campionato, il sogno si spezza: Sesena e Santececca vengono esonerati,Giacomo Carbone e Vincenzo Cardona lasciano la società. L'unico dei “ternani” a restare è Paolo Garofoli che continuerà a dividersi la presidenza con Moreno Gubbiotti. Il nuovo staff tecnico è composto da Ciccio Schenardi allenatore-giocatore , Umberto Campanella preparatore atletico, Leonardo Lilli preparatore dei portieri. Con Ciccio Schenardi due stagioni “elettriche” L'ex rossoverde riporta quell'entusiasmo che sembrava svanito tra le polemiche, la società gli regala il bomber dei bomber Giuliano Cioci per una stagione – 2004/2005, a dir poso esaltante che regalerà, dopo ben ventuno anni l'accoppiata campionato-Coppa Italia sempre ai danni della Pontevecchio. La nuova stagione in D parte bene, ben al di la delle attese ma a Natale le cose si complicano, una lunga serie di sconfitte, molte interne portano ben presto la squadra in zona retrocessione. A fine aprile lo spettro dei play out si materializza nonostante la grande stagione di Marco De Angelis autore di reti a valanga. Il match di andata al San Paolo contro la Lavagnese di Eugenio Borsellini sembra però scacciare gli incubi: doppietta di De Angelis per un 2-0 rassicurante. Sette giorni più tardi invece accade l'impensabile: Schenardi e i suoi si sciolgono letteralmente e il sintetico di Lavagna si trasforma in un autentico calvario: 1-5 il finale con il mesto ritorno in Eccellenza. L'interminabile estate 2006 Quella che Narni e la Narnese vivono nel 2006 sarà un'estate estenuante. Tante sono le società in crisi economica, quella rossoblu è invece solidissima in piena salute. Il ripescaggio è certo, anzi no, tutto sembra sfumare poi tornare realtà….soltanto ad una settimana dall'avvio della stagione arriva l'agognata notizia. La serietà della società rossoblu viene premiata e così Guido Poponi e il suo staff possono tuffarsi con rinnovato entusiasmo nel suo ventesimo campionato di Serie D della storia della Narnese.
E allora, un pezzo di storia l'abbiamo raccontata, tanta altra ce ne sarà ancora da raccontare: ottanta anni senza perdere mai la passione per i colori rossoblu. Perché l'amore è una passione che non muore. Mai ! Narni,2 gennaio 2007 Fabrizio Chiani |
||||










